La sua carriera di pirata iniziò piuttosto tardi all'età di trentasette anni quando, imbarcato sulla nave negriera Princess of London, fu fatto prigioniero dal pirata Howell Davis ad Anomabu sulla costa del Ghana. Unitosi ai pirati, Roberts nel giro di sei settimane fu eletto capitano del vascello Rover dopo la morte del Capitano Davis avvenuta nei pressi dell'isola di El Principe.
La sua attività non consisteva nei soli abbordaggi di mercantili. Nel 1720 Bartholomew Roberts, dopo aver appreso che a Nevis erano stati giustiziati alcuni pirati, si diresse verso il vicino porto di Basseterre incendiando alcune navi e offrendo una taglia sui funzionari responsabili perché fossero essi stessi giustiziati. Successivamente, in occasione dell'attacco ad una nave francese, catturò il governatore della Martinica che pagò con l'impiccagione a un albero della propria nave il fatto d'aver fatto giustiziare dei pirati.
Dopo aver pesantemente colpito i commerci sulla rotta delle Indie nel 1721, il 10 febbraio dell'anno successivo Roberts fu ucciso sulla sua nave ammiraglia, la Royal Fortune, durante uno scontro al largo di Cape Lopez, in Gabon. Fu un colpo di cannone alla gola ad ucciderlo mentre stava combattendo personalmente contro Chaloner Ogle, capitano della nave da guerra Swallow inviata a combattere la pirateria nell'Africa Occidentale. I suoi compagni, esaudendo le volontà del loro capitano, riuscirono a gettare in mare il suo corpo prima che fosse catturato.
Dal 1719 al momento della cattura l'equipaggio di Black Bart aveva catturato 456 vascelli.
Nulla si sa della vita di Hornigold prima che diventasse pirata, sebbene si creda che sia nato nel Norfolk, Inghilterra, dove è diffuso il cognome Hornigold o Hornagold. Se così è stato, è altrettanto probabile che inizialmente abbia servito in mare a bordo di navi che facevano spesso porto o a King's Lynn o a Great Yarmouth. I suoi primi atti di pirateria noti risalgono all'inverno tra il 1713 e il 1714, quando per mezzo di piccole imbarcazioni e di uno sloop minacciava vascelli mercantili al largo di Nassau, la capitale dell'isola di New Providence, divenuta in quegli anni repubblica dei pirati. Nel 1717 Hornigold aveva sotto il suo comando uno sloop armato di trenta cannoni, il Ranger, che era con buone probabilità la nave più pesantemente armata della zona.
Il secondo in comando di Hornigold durante questo periodo era Edward Teach, che sarebbe passato alla storia con il nome di Barbanera. Quando Hornigold assunse il comando del Ranger, affidò il comando del suo vecchio sloop a Teach. Così nella primavera del 1717 i due capitani pirata fronteggiarono tre navi mercantili in rapida successione: una, diretta a L'Avana, che trasportava un carico di 120 barili di farina; uno sloop del Bermuda con un carico di liquore e una nave portoghese in viaggio da Madera che trasportava vino bianco.
Nel marzo del 1717 Hornigold attaccò una nave mercantile armata, inviata nelle Bahamas dal governatore della Carolina del Sud per cacciare i pirati. Il mercantile riuscì a sfuggire arenandosi sulle isole Cat Cays, e il suo capitano in seguito riferì che la flotta di Hornigold era aumentata fino a cinque navi, con una ciurma complessiva di circa 350 uomini.
Un giorno Hornigold attaccò anche uno sloop vicino alla costa di Houndras, e un uomo dell'equipaggio della nave catturata raccontò: "Non hanno fatto altro che rubare parte dei nostri cappelli, avendo lanciato fuori bordo i loro, dal momento che erano ubriachi dalla notte precedente, come ci hanno confessato."
John Rackham, conosciuto anche come Calico Jack, , particolarmente noto per il suo Jolly Roger, che consisteva in un teschio con due sciabole incrociate sotto. Il suo nome derivava dal tessuto calicò degli abiti che era solito indossare e dal nomignolo Jack derivato da John. John Rackham è anche noto per aver avuto nella sua ciurma due delle più famose piratesse del suo tempo, ossia Anne Bonny e Mary Read.
La sua carriera nella pirateria iniziò nel 1716 sotto il comando di Henry Jennings. Quando Vane divenne il nuovo capitano iniziò a saccheggiare i galeoni spagnoli. Della ciurma di Charles Vane facevano parte anche due pirati che in seguito sarebbero divenuti dei famigerati capitani pirata: Jack Rackham e Edward England. Nel 1718 il Governatore di New Providence, Woodes Rogers, decise di offrire il perdono ai pirati a patto che la smettessero di saccheggiare città e navi. Vane non accettò e continuò a uccidere i propri nemici.
Vane continuò a praticare la pirateria per i successivi tre anni. Poi Woodes Rogers mandò il colonnello William Rhett a catturarlo. Nel frattempo lui aveva dato una delle sue navi a un certo Yeats, membro dell'equipaggio e gli aveva dato il compito di depredare le navi al largo del porto di Charleston. Una notte però Yeats fuggì a Charleston e cedette al perdono del Governatore. In seguito Vane passò una settimana con il famoso pirata Barbanera e insieme praticarono qualsiasi forma di pirateria. Dopodiché salpò di nuovo ma il colonnello Rhett gli stava dando ancora la caccia.
Dopo una lunga battaglia tra Vane e Rhett, la nave di Vane naufragò con tutto l'equipaggio su un isolotto delle Honduras. Vennero tratti in salvo da una nave di passaggio ma Vane fu riconosciuto e portato a Port Royal, in Giamaica, dove fu impiccato insieme al suo equipaggio il 29 marzo 1721.
Si tratta di uno spietato pirata che nasconde il proprio favoloso tesoro, frutto di innumerevoli arrembaggi e scorrerie, su un'isola sperduta, presumibilmente nei Caraibi. Sbarcato su di essa con altri sei fuorilegge della sua ciurma, torna alla nave Tricheco (Walrus), ormeggiata nei paraggi, solo. Il ritrovamento della mappa, unico indizio lasciato dal filibustiere circa il nascondiglio del leggendario tesoro, costituisce il nucleo narrativo del libro
Fece parte dell'equipaggio del pirata Bartholomew Roberts e in seguito si mise a capo di una nave propria e ne diventò il capitano. Praticò la pirateria al largo delle coste del Nord e del Sud Carolina tra il 1713 e il 1718. Si creò la propria bandiera pirata, di colore rosso sangue con tre disegni affiancati in orizzontale: una clessidra alata a significare che per i nemici era scaduto il tempo, un braccio che brandisce una spada, a significare la forza, e un teschio con le ossa incrociate a significare la morte imminente dei nemici.
Venne impiccato nel castello di Cape Coast, nell'attuale stato del Ghana, intorno al 1718.
Il 3 agosto1722 giunse nella rada di S. Michele, dove catturò parecchi vascelli e minacciò di morte tutti coloro che opponevano resistenza. Mancando alla sua flotta acqua e cibo, mandò a chiedere aiuti al governatore di S. Michele, promettendo in cambio il rilascio delle navi catturate. Il governatore accettò e Low rilasciò tutte le navi tranne una, la Rose, adibita a nave pirata e di cui divenne capitano. Bruciò la precedente, dopo averla fatta abbandonare da tutto l’equipaggio, escluso il cuoco che “essendo un tipo molto unto, sarebbe fritto bene”: della sua morte il sadico Low e i suoi compagni furono divertiti.
Il 20 agosto dello stesso anno il capitano portoghese Carter si trovò sulla rotta di Low, che attaccò il suo equipaggio e prese alcuni uomini in ostaggio, due dei quali erano frati. Il pirata appese ciascuno a un braccio del pennone dell’albero di trinchetto, tirandoli giù prima che morissero e ripeté la procedura più volte.
Negli anni seguenti Low procedette per le Indie occidentali e con il suo equipaggio assalì una ricca nave portoghese, chiamata Nostra Signiora de Victoria, e la catturò. Low torturò parecchi della ciurma per far loro rivelare dove fosse il denaro; gli uomini confessarono che, durante l’inseguimento, il capitano aveva appeso fuori dalla finestra della sua cabina un sacco con 11000 moidori e che quando venne catturato aveva tagliato la corda e il sacco era così caduto in mare. Dopo questa confessione, Low ordinò di tagliare le labbra del capitano, arrostendogliele poi davanti agli occhi. Dopo averlo ucciso assassinò anche i restanti 32 uomini.
Nel marzo del 1723, con il suo equipaggio giunse presso la baia di Honduras, dove incontrò una corvetta spagnola che stava uscendo. La nave del capitano Low portava una bandiera spagnola per non farsi riconoscere ma, arrivati vicino alla corvetta, i pirati issarono la caratteristica bandiera nera e, dopo aver sparato una bordata, andarono all’arrembaggio. La corvetta spagnola aveva precedentemente catturato 5 corvette inglesi con i loro capitani; quando Low la catturò trovò i prigionieri nella stiva con le mercanzie inglesi e decise di uccidere tutto l’equipaggio. I prigionieri, per sfuggire alla morte, preferirono gettarsi in mare, ma il pirata ordinò di equipaggiare una scialuppa, inviata per inseguirli e ucciderli.
A maggio catturò una nave proveniente dalla Giamaica, chiamata Amsterdam Merchant, sotto il comando del capitano Willard. A quest’ultimo Low tagliò le orecchie, trinciò il naso con un’incisione e lo mutilò in varie parti del corpo, lasciandogli proseguire il suo viaggio. In seguito il pirata catturò una corvetta comandata da Frazier; Low fece legare alle dita dell’equipaggio imprigionato delle micce accese, in modo da bruciare tutta la carne fino all’osso. Poi mutilò gli uomini in diverse parti del corpo con coltelli e sciabole, facendo continuare anche a loro il viaggio.
Poco tempo dopo Low catturò una piccola corvetta capitanata da Skiff, che venne catturato e frustato nudo sul ponte dai pirati, mutilato delle orecchie e infine ucciso con un colpo di pistola in testa.
Qualche giorno dopo il pirata catturò un peschereccio e mozzò la testa al capitano; in seguito due baleniere, facendo squartare uno dei due capitani ed estrarre le budella dal ventre e all’altro; gli fece inoltre tagliare le orecchie, costringendolo a mangiarsele con pepe e sale.
Edward fu uno dei pirati più famosi della costa africana che si affaccia sull'Oceano Indiano, dove fu attivo tra il 1717 e 1720. Le sue navi erano la Pearl e Fancy. La sua bandiera era il classico Jolly Roger, il drappo nero con ricamato un teschio e sotto due tibie incrociate. A differenza degli altri pirati del suo tempo England non uccideva i prigionieri delle navi conquistate, a meno che non fosse strettamente necessario: ciò lo condusse alla rovina, dato che il suo equipaggio si ammutinò contro di lui quando si rifiutò di uccidere i marinai della Cassandra, una nave commerciale inglese capitanata da James Macrae, appena abbordata e espugnata dagli uomini dello stesso England. Il pirata venne perciò abbandonato sull'isola di Mauritius insieme ad altri due pirati rimastigli fedeli. I tre riuscirono a sopravvivere e con una zattera di fortuna raggiunsero il Madagascar, da dove England ritornò in Inghilterra, dove visse di stenti fino al 1721, anno della sua morte.
Emanuel Wynne nacque in Francia intorno al 1650; iniziò la sua carriera di pirata verso la fine del XVII secolo al largo delle coste della Carolina assaltando le navi mercantili inglesi. Poi si trasferì ai Caraibi dove ricavò maggiori profitti.
Fu il primo a sventolare, agli inizi del Settecento, la famosa bandiera pirata denominata Jolly Roger. La sua consisteva in un cranio con le ossa incrociate che poggiava su una clessidra, a significare che il tempo per i nemici fosse finito.
È meglio conosciuto come uno dei leader della " Banda Volante " di pirati che operano a New Providence.
New Providence Jany ye 7th 1717
May it please your ExceIly, Most humbly asking Pardon for my rudeness in troubling you at this present but being obligated thereto by your great Clemency in sending your son with that most welcome News of his Majties most gracious Pardon which I humbly accept of, the Gentleman your son can Inform yor Excellency of my affairs in this place which will soon be over and then I hope to partake of your Excellency's clemency, which shall be by the hearty desire of him who is,
Yor Excellys most humble and obedient Servant,
F. Leslie
Leader freddo e calcolatore, Barbanera preferiva all'uso della forza la possibilità di incutere terrore ai suoi nemici, facendo largo uso di una "guerriglia psicologica" e lasciando di sé un'immagine che è rimasta nell'immaginario collettivo e alle sue imprese (reali e leggendarie) si deve in gran parte lo stereotipo del "pirata cattivo" nella cultura.
In una occasione avrebbe fatto riempire con fuoco e zolfo la stiva della sua nave allo scopo di creare un'atmosfera infernale, e avrebbe sfidato i suoi a una gara di resistenza in mezzo al fumo (ovviamente vincendo). Si dice che bevesse rum mischiato con polvere da sparo e che la sua barba fosse così lunga che egli se la attorcigliava attorno alle orecchie; che quando andava in battaglia si mettesse dei pezzi di miccia accesi sotto il cappello in modo da essere sempre avvolto da una fitta nuvola di fumo (particolare che rendeva il suo aspetto al tempo stesso bizzarro e spaventoso). I cronisti riferiscono che Barbanera "durante le azioni indossava una fascia intorno alle spalle con appese tre paia di pistole nelle loro fondine a modo di bandoliera".
Al contrario delle moderne rappresentazioni che si fanno dei pirati, egli comandò i suoi vascelli con benevolenza nei confronti dei suoi uomini e non vi sono rapporti nei quali si dice che abbia mai maltrattato o ucciso uno dei suoi prigionieri. Il Barbanera venne romanzato dopo la sua morte e divenne una figura ispiratrice per molti film e racconti sulla pirateria.
Avendo saputo di un certo Woodes Rogers nominato Governatore di Nassau nel 1718,decise di andare, dopo una convocazione dell'equipaggio, verso le coste sudafricane per saccheggiare le città costiere. Catturò una nave olandese e quindi partì. Durante il viaggio un membro dell'equipaggio di origine indiana venne maltrattato. Allora minacciò di incendiare la nave ma Condent lo fermò in tempo e lo uccise. I marinai fecero a pezzi il corpo e lo buttarono in mare.
Tuttavia nelle acque indiane avevano già navigato e depredato molti altri pirati come Thomas Tew, Henry Avery e decine di altri. Quando arrivò non trovò più nulla che valesse la pena saccheggiare. Catturò qualsiasi nave ma senza risultati.
Poi nell'ottobre del 1720, più di un anno dopo il suo arrivo in India, vide una grande nave araba che salpava dal porto di Surat. Questa nave apparteneva alla potente Compagnia Inglese delle Indie Orientali; venne catturata dopo un breve inseguimento. L'equipaggio salì sulla nave e ci trovò sopra un carico di spezie, sete, droghe e 150.000 £ in oro e argento. Fu davvero un bel colpo.
Poi Condent decise di dividere il bottino al covo pirata di S.Maria. Ogni membro dell'equipaggio ricevette circa 2000 £.
Dopo l'assalto il Governatore francese di Mascarenes perdonò Condent in cambio di una tangente del bottino. In seguito Condent decise di andare a vivere in Francia e di investire saggiamente i propri soldi. Si sposò con la figlia del Governatore di Mascarenes. Gli uomini del vecchio equipaggio seguirono il suo esempio e quindi continuarono a lavorare onestamente nel servizio navale francese. L'ultimo superstite dell'equipaggio racconta che la maggior parte dell'equipaggio morì di vecchiaia intorno al 1770 come Condent.
Non si sa quasi nulla sulla sua nascita e sui suoi primi anni di vita; si sa che nacque a Londra, in Inghilterra, nel 1666.
Nell'agosto del 1703 prese la nave Charles e partì per il Sud Atlantico. Assaltò una nave portoghese senza tener conto che in quel periodo Inghilterra e Portogallo erano in pace. Le due nazioni reagirono e quindi lo catturarono.
Dopo la cattura venne portato a Boston dove, in mezzo a una folla di gente, era installato un patibolo per l'impiccagione el pirata. Venne impiccato e poi buttato tra le onde del mare. Era il 30 giugno 1704.
Quello di John Quelch è uno dei primi Jolly Roger della storia. Vi è rappresentato un uomo nudo con in mano una clessidra e una lancia nell'atto di trafiggere un cuore che gocciola di sangue. Significava che il tempo per le vittime era scaduto. Il tema della bandiera venne riutilizzato da altri due famosi pirati: Edward Teach e Bartholomew Roberts.
Burgess stava guidando un branco di quattro navi vicino a Panama nel settembre 1716. Superato da tre navi da guerra della Royal Navy, attese che le navi da guerra mandassero gli equipaggi a terra per raccogliere l'acqua. Il suo equipaggio quindi sgattaiolò fuori dal nascondiglio, prendendo la piccola barca dei marinai della Marina e catturandoli tutti, lasciando le navi da guerra insensibili.
Insieme a Benjamin Hornigold e Henry Jennings , Burgess fu tra i pirati più influenti a Nassau all'inizio del 1717. Quel settembre re Giorgio offrì la grazia a tutti i pirati che si arresero entro un anno. Il capitano Vincent Pearse dell'HMS Phoenix salpò per i Caraibi nel marzo del 1718 per consegnare la notizia. I "comandanti e capofamiglia« dei pirati - Burgess, Hornigold, Francis Leslie e Thomas Nichols - implorarono Pearse di liberare Charles Vane e altri prigionieri come un richiamo agli altri pirati riuniti. Pearse cedette e oltre 200 pirati si arresero, compreso Burgess.
Dopo aver catturato il King's Pardon, Burgess salpò per la sua sloop Providence a Charles Town, progettando di riportare merci commerciali alle Bahamas. Fu intercettato nel maggio del 1718 da Barbanera, che lo interrogò sui mercanti residenti del porto e sulle difese navali. Familiarità con Burgess dai suoi giorni in barca a vela con Hornigold, Barbanera acquistò la merce di Burgess e lo lasciò andare, dopodiché Burgess salpò per la Giamaica.
Woodes Rogers arrivò a Nassau nel luglio 1718 per annunciare nuovamente e far rispettare il perdono del re. Fu accolto dagli equipaggi di diversi pirati perdonati, tra cui l'ex equipaggio di Burgess. Lo stesso Burgess tornò a Nassau, dove Rogers lo assunse come giudice della corte della vice-ammiraglia e come corsaro. Nel 1719 la nave di Burgess fu persa in mare al largo di Abaco, dove annegò. Anche il giovane marinaio ed ex pirata George Rounsivell morì nel tentativo di salvare Burgess; Rogers aveva perdonato l'adolescente Rounsivell quando era arrivato a Nassau.
Nato nel 1704, Dulaien ricevette un'istruzione rispettabile in Francia e fu pilota di una nave con licenza. Nel 1727 era a bordo di una nave privata nei Caraibi, che navigava contro gli inglesi con un equipaggio misto spagnolo e francese. Gli uomini dell'equipaggio francese si ammutinarono, massacrando gli spagnoli ed eleggendo Dulaien come capitano. Hanno ribattezzato la nave Sans Pitie ( spietato ).
L'equipaggio accettò una serie condivisa di articoli per il comportamento a bordo della nave. Come altri codici pirata, c'erano disposizioni per punire i marinai che abbandonavano, nascondevano bottini, discutevano o erano abbandonati nei loro doveri. Hanno anche permesso un risarcimento per i marinai feriti e hanno nominato un tenente per monitorare il carico a bordo delle navi catturate. Gli articoli di Dulaien proibivano di uccidere i prigionieri, tranne in particolare gli spagnoli. A differenza della maggior parte degli articoli pirata, Dulaien ha specificato quando avrebbero dato un quarto: se una nave avesse resistito dopo aver visto la loro bandiera nera, avrebbe sollevato una bandiera rossa, e se la vittima avesse sparato almeno tre colpi di cannone in seguito, i pirati non avrebbero risparmiato nessuno.
Dulaien nascose la sua nave da 60 tonnellate da 14 cannoni tra gli alti alberi sulle rive del West Caicos. Hanno rapidamente catturato oltre una dozzina di navi - alcune delle quali francesi - e hanno mantenuto il meglio per la loro flottiglia, mantenendo altre per la cura del Sans Pitie. Dulaien nominò un associato di nome Garnier per comandare la sua nave consorte, ribattezzato Sans Quartier (No Quarter). Nel giro di un anno decisero di dividere il loro bottino e di tornare in Francia per chiedere perdono. Abbandonando gran parte del suo equipaggio su Tortuga, si preparò a partire per Nantes. Secondo quanto riferito, Dulaien disse all'equipaggio sorpreso del Sans Quartier mentre salpava con la maggior parte del loro tesoro, "Arrivederci! Addio, mascalzoni! Vado in Francia e non sono più un pirata. " Prima di accettare il perdono, Dulaien e il suo equipaggio vendettero i loro beni saccheggiati e nascosero il loro tesoro, lasciandone alcuni con amici e parenti.
I funzionari francesi avevano offerto scusa a condizione che Dulaien consegnasse qualsiasi merce rubata. Sospettavano che ci fosse molto di più del piccolo bottino che avevano trovato sul Sans Pitie e convinsero i sacerdoti locali a minacciare la scomunica per i cittadini che aiutavano i pirati. La minaccia ha funzionato e dopo aver scoperto il tesoro nascosto, hanno arrestato Dulaien e l'equipaggio. il Sans Pitie era in pessime condizioni e fu venduto per aiutare a pagare i commercianti il cui carico Dulaien aveva saccheggiato. Dopo gli appelli al re l'equipaggio fu rilasciato. Dulaien rimase in carcere ancora per qualche tempo, anche se il suo destino finale non è noto.
Jacquotte Delahaye nacque nella parte occidentale dell'isola di Hispaniola (l'attuale Haiti) da padre francese e da una nativa haitiana di Hispaniola di origine taini che mori durante il parto di suo fratello che soffrì di un lieve ritardo rendendolo disabile. Jacquotte si prese cura totalmente del fratello dopo la morte del loro padre. Il padre morì di morte violenta, cosicché, Jacquotte, dopo l'omicidio, decise di intraprendere la carriera di pirata, come bucaniera. Ci sono molte leggende e miti sulla sua famiglia, su di lei e le sue gesta.
Si pensa che per sfuggire ai loro persecutori, gli omicidi del padre, fuggirono e lei cercò di dissimularsi architettando la propria morte e travestendosi e vivendo, per alcuni anni, sotto mentite spoglie maschili, nelle file di pirati e bucanieri. Rimessi gli abiti femminili, fu soprannominata Back From the Dead Red (La Rossa ritornata dalla Morte), dal colore dei suoi capelli.
A capo di un gruppo di un centinaio di bucanieri, nel 1656, conquista una piccola isola caraibica spagnola, instaurando il suo dominio e trasformandola in una Freebooter Republic (Repubblica dei Filibustieri), fornita anche di una piccola flotta. Sette anni dopo, intorno al 1663, attaccata da forze spagnole, colpita da un proiettile, morì nel difenderla.
Sebbene non esista alcuna documentazione ufficiale di alcun figlio, la leggenda narra di una figlia, di nome Dinah Delahaye, anch'ella rossa di capelli, che condivideva le avventure della madre, ed alla sua morte seguì le orme materne, divenendo un'abile spadaccina al comando una piccola flotta di bucanieri.
Iniziò la sua carriera come primo ufficiale del Duke, una nave noleggiata per combattere i pirati delle Antille. La nave raggiunse il porto di La Coruna, a Cadice, ma qui si fermò per un lungo periodo. Probabilmente gli Spagnoli, che avevano noleggiato la nave non avevano fiducia negli Inglesi, o forse gli Inglesi richiedevano una somma troppo alta per il noleggio. Dunque l’equipaggio che non riceveva nessun compenso cominciò a manifestare il suo malcontento e Avery organizzò un ammutinamento.
La nave venne rinominata Carlo II e salpò verso sud e nei dintorni delle isole di Capo Verde gli uomini dell'equipaggio, ora pirati, catturarono tre navi inglesi. Più in là, presso le coste africane, due navi danesi fecero la stessa fine.
Una volta arrivato nell'isola di May, Avery approvvigionò la nave. Con un colpo di mano, Avery catturò il governatore dell'isola e annunciò che lo avrebbe liberato solo in cambio dei rifornimenti necessari. La popolazione accettò tale condizione e la nave ripartì con abbondanza di acqua, verdure fresche e carne secca. Si diresse poi verso la Guinea, dove attaccò tre bastimenti inglesi catturando alcuni schiavi da far arruolare nel suo esercito. voleva intercettare inoltre la flotta del Gran Mogol che partendo dalle Indie, giungeva a Mokha, presso l'imboccatura del mar Rosso e ripartivano per La Mecca carica di merci preziose. Un progetto assai lucroso, poiché su quelle navi viaggiavano tonnellate di seta, denaro e caffè.
Nel settembre del 1695 la Carlo II, dotata di 46 cannoni e di 150 uomini e accompagnata da altri vascelli, tra cui la Pearl e la Portsmouth Adventure di Rhode Island e la Amity di New York, abbordò la prima preda, la Fath Mahmamadi, che fruttò più di 50.000 sterline. Pochi giorni dopo i pirati avvistarono il veliero che rese Avery leggendario, la Ganj-i-Sawai, la più grande nave del Gran Mogol, munita di 40 cannoni e 400 fucili carichi, guidata dal capitano Muhammed Ibrahim. Il primo avvistamento si concluse senza risultati, poiché all'ora del tramonto la nave si allontanò. Per tutta la notte il pirata cercò di intuire la rotta della nave avversaria e il mattino seguente la avvistò nuovamente. Avery si avvicinò con la sua nave e una delle sue prime bordate spezzò l'albero maestro della nave; un cannone degli indiani inoltre esplose, facendo strage e dopo due ore la nave fu abbordata e saccheggiata. Sulla nave del Gran Mogol viaggiavano molte donne, la maggior parte delle quali erano schiave, ma Avery ordinò che non venisse fatto loro del male. Come emerge dalla testimonianza di uno dei pirati, in realtà furono commesse atrocità disumane nei loro confronti. Avery inoltre aveva notato tra le fanciulle una che si distingueva per la sua bellezza. Probabilmente era una delle figlie del Gran Mogol che il pirata volle condurre sulla sua nave per sposarla.
Le nozze si celebrarono una volta che la nave raggiunse il Madagascar e furono all’insegna del lusso. Del resto la vita dei pirati sopra le coste del Madagascar era improntata ad un lusso barbarico: le capanne avevano il pavimento di terra battuta coperto da preziosi tappeti persiani; dai tetti di paglia pendevano lampadari d’oro e d’argento; lungo le strade fangose e piene di cumuli d’immondizia passeggiavano uomini vestiti di seta con le mani callose e sudicie coperte di anelli di brillanti. La cerimonia fu molto solenne e accolta positivamente anche dalla ciurma, ma soprattutto il matrimonio dei due fu allietato dalla nascita di un figlio che Avery ebbe sempre molto a cuore. Il Gran Mogol non accettò né l’assalto alla sua flotta, né la cattura della figlia e quindi minacciò il governo inglese di sequestrare i beni della Compagnia delle Indie per potersi rifare delle perdite. Londra ordinò quindi di dare la caccia ad Avery e di catturarlo. Il pirata si preoccupò innanzitutto di mettere al sicuro la moglie e il figlio, quindi li lasciò su un’isola e raggiunse il Mar dei Caraibi, superando il Capo di Buona Speranza e attraversando l’Atlantico. Una volta arrivato al porto di New Providence contattò il Governatore promettendogli un compenso in cambio del perdono del re. Si recò poi in Irlanda dove vendette la nave e divise il bottino tra i suoi uomini che poi lo abbandonarono. A questo punto, desideroso di tornare dalla famiglia cercò di vendere ai mercanti di Dublino alcuni diamanti per guadagnare denaro, ma il paese non poteva permettersi un tale acquisto e Avery fu costretto a raggiungere l’Inghilterra.
I mercanti di Bristol gli promisero guadagni significativi, ma dopo l’anticipo che gli avevano concesso sparirono e dunque Avery realizzò di essere stato ingannato anche da coloro che dall’aspetto non sembravano pirati. Inoltre il re inglese non aveva accettato il perdono che il Governatore di New Providence aveva promesso. Avery abbandonò ufficialmente la sua carriera da pirata e rimase in Inghilterra fino al termine della sua vita. Morì abbandonato da tutti e lontano dalla famiglia, ma soprattutto indebolito dalla malattia causata dal clima inglese che era diverso da quello del Madagascar a cui era abituato.
François l'Olonese è stato uno dei più noti bucanieri della storia, non solo per via dei suoi successi, ma anche per la sua propensione alla tortura ed uccisione delle sue vittime, che spesso faceva a pezzi personalmente con il suo coltellaccio, anche qualora avesse loro precedentemente promesso, in cambio della resa, la salvezza della vita. La sua impresa più famosa rimane senza dubbio il saccheggio delle città di Maracaibo e Gibraltar in Venezuela, allora noto come Vicereame della Nuova Granada, avvenuto nel 1666.
Durante l'infanzia e l'adolescenza lavorò come servo presso un proprietario terriero sulle coste dell'isola di Martinica. Nel 1653 si trasferì sull'isola di Hispaniola. Qui conobbe un gruppo di bucanieri, e, rimasto impressionato dai loro racconti, iniziò la sua carriera criminale, guadagnandosi l'ammirazione dei compagni e del governatore francese dell'isola di Tortuga, monsieur De La Place, che lo pose subito a capo di un piccolo legno, per combattere la flotta spagnola. La sua azione fu talmente efficace da meritarsi entro breve tempo l'appellativo di “flagello delle navi spagnole”.
Dopo questi successi iniziali, perse la nave durante una tempesta nei pressi dello Yucatán. Con essa andò a fondo anche l'ingente tesoro fino ad allora accumulato. Tornato a Tortuga, ottenne dal governatore dell'isola una nuova nave. Si diresse lungo le coste di Campeche dove subì però un inaspettato rovescio: perse quasi tutto l'equipaggio che venne catturato e quasi ucciso dagli spagnoli, ma, grazie ad un astuto stratagemma, riuscì a salvarsi e fuggì rubando una nave nemica. Nei giorni successivi, al largo delle coste cubane, con due sole canoe ed appena 25 uomini di equipaggio, catturò un vascello spagnolo con 90 marinai a bordo; di questi solo uno ebbe salva la vita: l'Olonese lo spedì dal governatore spagnolo a l'Avana con il messaggio che avrebbe dedicato la sua vita alla pirateria e che non si sarebbe mai fatto catturare vivo.
Nel 1666 tornò all'isola Tortuga, dove, assieme a un altro bucaniere, Michele le Basque ("il Basco"), costituì una piccola armata composta da 8 navi e 650 uomini.In breve tempo i due compirono incredibili imprese piratesche, eleggendo a loro territorio di caccia il golfo del Venezuela: la più nota fu senza dubbio la cattura del porto di Maracaibo, dove, dopo aver commesso saccheggi e atrocità di ogni tipo, si fecero versare un'enorme quantità di tesori (oro, gioielli, verghe d'argento, cacao, tessuti preziosi) dal governatore locale, come riscatto. Proseguì la sua impresa con la città vicina di Gibraltar sulla costa sud del Lago di Maracaibo. Nonostante il pagamento di 20.000 pesos e di 500 mucche decise di saccheggiare ugualmente la città ottenendo così 260.000 pesetas, gemme, seta e schiavi.
Dopo due anni di simili scorribande aveva accumulato un immenso tesoro: lo sperperò in breve tempo dopo aver concluso il sodalizio con le Basque. Partì nuovamente in cerca di fortuna e ricchezze, deciso a catturare Grenada. L'Olonnais torturava le sue vittime con macabra originalità: si dice che una volta squarciò il petto di un prigioniero spagnolo, ne estrasse il cuore e lo mangiò a morsi. Dopo aver depredato alcune navi a sud di Cuba cercò di catturare il porto di Capo Gracias-a-Dios, senza fortuna. Si diresse così verso le coste dell'Honduras dove catturò un numero imprecisato di navi e saccheggiò alcuni villaggi costieri.
Nel 1670 tentò di conquistare Città del Guatemala ma il progetto fallì. Venne sorpreso da una tempesta che fracassò sugli scogli di Pearl-Key l'unica nave rimasta; con i resti costruì una zattera e risalì il fiume San Juan dove però si scontrò con le tribù indigene e il suo equipaggio venne definitivamente sconfitto. L'Olonese morì sulle coste del golfo di Uraba, dove venne catturato da un gruppo di cannibali che lo divorarono assieme ai pochi uomini rimasti a lui fedeli.
Poco si registra della prima vita di Napin. Nell'aprile del 1717 stava navigando a fianco di Benjamin Hornigold. Saccheggiarono diverse navi in rapida successione al largo di Puerto Bello e della Giamaica fino a quando furono cacciate dall'HMS Winchelsea vicino a Cuba. Napin si separò da Hornigold entro l'estate del 1717, sebbene continuò a navigare con Hornigold sporadicamente fino a quell'ottobre.
Nathaniel Brooker of the Snow Restoration riferì di essere stato attaccato nell'agosto 1717 da Napin e Thomas Nichols mentre navigava da Londra a Boston (Hornigold non era presente). I pirati rilasciò la Restaurazione dopo averlo saccheggiato di tutto, dalle provviste e dai beni commerciali ai bollitori e alle padelle. Brooker ha descritto la bandiera jolly roger di Napin : "aveva nella sua bandiera una testa della morte e una clessidra". Napin e il suo sloop da 12 cannoni e 100 uomini erano anche dietro un attacco da solista contro una rosa di nome Avventura a settembre, e un tender di una nave al largo di Trinidad in ottobre.
Il capitano Vincent Pearse dell'HMS Phoenix salpò per Nassau all'inizio del 1718 per portare notizie del perdono generale di re Giorgio I per i pirati che si arresero entro settembre. Nichols e Hornigold accettarono il perdono; Pearse scrisse che "c'è un altro Sloop out comandato dal capitano. I pisolini si aspettano in Dayly" ma Napin non è mai arrivato per accettare il perdono. Non ci sono registrazioni delle attività di Napin dopo che fu segnalato che stava navigando tra il Brasile e la costa africana nel marzo 1718.
Richard Worley è stato, insieme a Emanuel Wynne, uno dei primi a sventolare una Jolly Roger. Non si sa quando sia nato, probabilmente nella seconda metà del XVII secolo. Varò la propria nave insieme a un equipaggio di soli 8 uomini a New York, sulla costa del fiume Delaware. L'equipaggio aumentò presto di numero arrivando a 12 uomini e in seguito a 25. Questo fatto spinse Richard Worley a procurarsi una nuova nave che accogliesse più uomini d'equipaggio.
La bandiera di Richard Worley consisteva semplicemente in un cranio con due ossa incrociate posteriormente; il significato era semplicemente la morte imminente dei nemici.
Venne catturato insieme al suo equipaggio dopo aver assaltato due navi mercantili inviate apposta dal Governatore della Carolina del Nord come navi trappola. Il suo arresto fu sanguinoso e solo Worley sopravvisse insieme ad un altro membro dell'equipaggio. I due vennero impiccati il giorno dopo, il 17 febbraio 1719.
Iniziò a navigare nel 1718 sulla nave "La Rover" insieme al Capitano Howell Davis. Alla morte di Davis, nel 1719, Walter andò a far parte dell'equipaggio del pirata Bartholomew Roberts che era stato eletto per sostituire Davis.
Mentre Roberts navigava sullo sloop "The Fortune", Walter ricevette l'ordine di seguire lo sloop di Roberts e di fare rotta verso l'Irlanda. Ma per un incidente la nave di Walter si distrusse sulle coste della Scozia e quindi si vide costretto a ritirarsi dalla pirateria.
La maggior parte degli uomini dell'equipaggio vennero catturati e impiccati ma Walter riuscì comunque a fuggire e a ritirarsi a Dublino. Poi scappò in Inghilterra dove aprì una casa di prostituzione. Una delle prostitute però accusò Walter di rapina; venne poi condannato a morte per pirateria e impiccato a Londra il 19 giugno 1721.
l 30 ottobre 1697 scoppiò una lite fra Kidd e il suo cannoniere William Moore. In seguito a lamentele da parte della ciurma Kidd assalì Moore accusandolo di essere un cane rognoso, Moore dunque replicò: “Se io sono un cane rognoso è solo colpa vostra: siete stato la mia rovina e quella di molti altri. Kidd si adirò, prese un secchio dal cerchio di ferro e colpì il cannoniere in testa causandone la morte. Le sue ultime parole furono: “Addio, addio, il capitano Kidd mi ha dato il colpo di grazia.”Il chirurgo della nave non poté far nulla per Moore e pur dopo tale avvenimento Kidd continuò imperterrito con il suo atteggiamento violento verso i suoi sottoposti.
In seguito, Kidd preso alle strette, il 30 gennaio 1698 catturò la Quedah Merchant, la quale aveva un carico di seta, calicò, zucchero, oppio e ferro. Riuscì così a raccogliere una cifra di denaro stimata fra le 200.000 e le 400.000 rupie e ne ricavò circa 7000 sterline che costituirono la parte più cospicua del più grande tesoro pirata di tutti i tempi. Kidd cercò di ingannare gli Inglesi facendogli credere che tutto il bottino derivasse dalle navi francesi e pirata, ma questi vennero a sapere che la maggior parte dell'oro apparteneva alla Compagnia delle Indie.
In seguito a tali avvenimenti venne ufficialmente riconosciuto come pirata dagli Inglesi e le sue imprese corsare vennero dichiarate illegali.
Nel 1699 Kidd seppellì il suo tesoro sotto Gardiners Island, in un punto noto come Cherry Tree Field; esso fu però recuperato dal Lord Bellomont e spedito in Inghilterra per essere usato come prova contro il pirata.
Il governatore Bellomont lo fece arrestare all’incirca nel settembre del 1699 e nel febbraio dell’anno successivo venne riportato in Inghilterra dove iniziarono i procedimenti giudiziari contro di lui.
Nel 27 marzo del 1701 venne interrogato dalla Camera dei comuni. Fu il primo e unico pirata della storia britannica a dover render conto delle sue azioni al parlamento il che fa capire quanto su questo uomo si speculò a favore delle potenze britanniche. Di questa seduta non abbiamo alcun documento ma sappiamo solo che Kidd cercò di mettere in dubbio l’integrità di Lord Orford ma il tentativo fallì miseramente. Dopo un secondo interrogatorio venne fissato il processo per l’8 e il 9 maggio 1701. Kidd chiese i suoi documenti per potersi preparare una difesa ma le lettere di corsa, gli ordini originali dell’ammiragliato e i salvacondotti francesi delle navi catturate erano scomparsi. Al processo era accusato dell’omicidio di William Moore, l’uomo ucciso con il secchio dal cerchio di ferro, di pirateria e saccheggio della Quedah Merchant e di aver catturato altri quattro vascelli. Kidd provò a difendersi ma non avendo prove a sua disposizione non ebbe successo. Al contrario l’accusa aveva nelle mani prove schiaccianti di colpevolezza. La giuria lo dichiarò colpevole di tutte le accuse e lo condannò a morte. Le sue parole al processo furono “Mio signore, è una sentenza molto dura. Per quanto mi riguarda io sono la persona più innocente fra tutti loro, ma i testimoni hanno giurato il falso contro di me”. Kidd dopo aver lottato per il suo bottino e dopo un processo iniquo venne giustiziato tramite impiccagione.
Dopo l'esecuzione il suo corpo venne immerso nel catrame e appeso per due anni con catene a una sponda del Tamigi, come avvertimento per gli altri pirati.
Non si sa molto su Thomas Tew. Arrivò a Bermuda intorno al 1692. Poi venne visto a Newport, Rhode Island da un uomo che lo aveva conosciuto in Giamaica nel 1682. In seguito partì nuovamente per Bermuda con un carico di oro per acquistare uno sloop che battezzò con il nome di "Amity". Dopo aver ricevuto una lettera di corsa inglese, partì per l'Africa Occidentale per saccheggiare le città costiere francesi.
Dopo molti saccheggi, Thomas decise di far rotta verso l'America con il suo sloop; però una tempesta spezzò l'albero maestro. Decise allora di abbordare una nave di passaggio e di diventarne il capitano. La nave trasportava merci e gioielli di inestimabile valore. Tuttavia, nell'estate del 1693, parte dell'equipaggio venne catturato e torturato per sei giorni di fila.
Poi venne incaricato di abbordare qualsiasi nave che frequentasse la costa della Guinea. Prese quindi un equipaggio di 200 uomini e partì. Assaltò una nave olandese carica d'oro e, in seguito, una nave inglese con 240 schiavi a bordo.
Thomas propose poi di tornare in America per accordarsi con i mercanti locali e ricevere provviste, vestiti e articoli di lusso per il suo prossimo viaggio verso il Madagascar. Alcuni membri dell'equipaggio decisero di ritornare dalle loro famiglie mentre Thomas si preparava per il viaggio. Gli venne dato un nuovo sloop e quindi partì.
Arrivato in Madagascar, Tew acquisì rapidamente molte ricchezze e divenne proprietario di un appezzamento di terra dove allevò 300 bovini.
Un giorno, uno dei pirati dell'equipaggio di Tew, corse verso lo sloop inseguito da un gruppo di portoghesi armati. Thomas decise di fuggire con la nave, ma venne coinvolto in una battaglia navale dove morì. Due superstiti dell'equipaggio si rifugiarono a Lisbona dove raccontarono della battaglia. Altri due vennero fatti prigionieri e impiccati in Portogallo. Era il 1695.
Come pirata, Bonnet era praticamente un dilettante. Invece di rubare o saccheggiare una nave, lui se ne comprò una che oltretutto era pure fuori dal target della pirateria. Questa nave piccola, ma veloce, fu comprata nella prima metà del 1717. Aveva dieci cannoni. Per non si sa quale ragione, lui la chiamò "Vendetta". In più, Bonnet commise un'altra imprudenza: pagò l'equipaggio di tasca propria invece di dare loro un contratto da firmare per arruolarsi. Forse, pensava, l'equipaggio non lo avrebbe mai deposto e ciò gli avrebbe permesso di tenere sempre il comando. Reclutò i suoi uomini dalle taverne e dalle distillerie di Bridgetown e finì arruolando circa settanta marinai.
Durante le ostilità crescenti, Bonnet gettò l'ancora nella Baia di Honduras, dove incontrò un vascello, il Queen Anne's Revenge, il cui capitano era il famoso Edward Teach, conosciuto ai più come Barbanera. I due divennero presto amici, e questo strano duo composto da un esperto ed un principiante, decise di navigare insieme.
Quest'alleanza molto presto fu fatale per Bonnet: Barbanera scoprì la sua inesperienza come pirata e decise di passare alla guerra psicologica. Non ci sarebbe stato bisogno di sporcarsi le mani con uno come Bonnet: lo invitò a bordo della Queen Anne's Revenge, dove Bonnet diventò più un prigioniero che un ospite di riguardo. Quanto a Bonnet, si arrese e tornò a Charleston.
Il 10 novembre del 1718, Bonnet fu processato da Sir Nicholas Trott, in qualità di giudice del Vice-Ammiragliato. Trott già aveva fatto altri processi contro l'equipaggio di Bonnet e li aveva condannati tutti a morte per impiccagione. Lo stesso fece con Bonnet, che tentò di difendersi scrivendo una bella quanto toccante lettera in cui diceva "Vi prego, tagliatemi gambe e braccia, leggerò le scritture, tesserò le lodi di Nostro Signore, ma vi prego...non impiccatemi!" al governatore Johnson, che però non si impietosì per niente. La mente di Bonnet, che si stava disintegrando visibilmente, mosse molti abitanti della Carolina a compassione, in particolare (così ci dice Charles Johnson), il pubblico femminile. Stede Bonnet fu impiccato a White Point, Charleston, il 10 dicembre del 1718 all'età di 30 anni. Si dice che come ultimo desiderio espresse che il suo cadavere venisse nascosto per timore che la moglie Mary potesse vendicarsi su di esso per averla abbandonata.
Molto poco si sa della vita o di carriera Nichols'. Egli viene registrato come attaccare di Nathaniel Brooker neve Restauro nella sua 6-gun, 80-man sloop al fianco del capitano napin (Sonnecchiando) in agosto 1717 in rotta verso Boston , da cui i pirati hanno preso carico, vele, attrezzature e merci generali prima di rilasciarlo . Brooker descritto Nichols' jolly roger bandiera: egli ‘aveva nella sua bandiera un dardo e un cuore sanguinante’.
Re Giorgio ha offerto un perdono generale ai pirati nel settembre 1717, perdonando chiunque ceduto entro settembre 1718. capitano Vincent Pearse della HMS Phoenix navigato a Nassau per consegnare l'offerta ai pirati dei Caraibi personalmente. Nei primi mesi del 1718 Nichols era tra un gruppo di leader dei pirati, che ha esortato a rilasciare Pearse Charles Vane e altri pirati che aveva detenuto come una dimostrazione di buona fede. Pearse ha fatto, e Nichols con Josiah Burgess , Benjamin Hornigold , e centinaia di altri ha accettato il re Perdono. Pearse in realtà non aveva alcuna autorità per accettare la loro resa, così Nichols, Francesco Leslie , e pochi altri, invece navigato a Bermuda di arrendersi al Governatore Benjamin Bennett .
La Thomas Nichols che ha attaccato la Restaurazione con napin e si arrese al governatore Bennett non deve essere confuso con il Thomas Nichols che ha navigato con Stede cofano ed è stato esonerato a processo per essere stato costretto a aiutare i suoi rapitori dei pirati.